Come regalare un vino senza risultare banali

05 dicembre 2013
Come regalare un vino senza risultare banali

di Marta Geri

Una bottiglia di vino è un regalo sempre gradito, ma in quanto tale può diventare un passe-partout, ossia un dono banalotto. In realtà, il nettare di Bacco può essere un presente originale, a patto che sia scelto con un pensiero alla persona che lo riceverà.

 

Il destinatario

La personalità del destinatario. Il punto di partenza quando si sceglie qualsiasi regalo è il suo destinatario. Questo vale a maggior ragione per il vino, apprezzato come presente soprattutto dalle persone al di sopra dei 24 anni. Quindi, per prima cosa, è fondamentale aver bene in mente la personalità e i gusti di chi riceverà la nostra bottiglia e le occasioni in cui è più probabile che la utilizzi.

Quanto conta il genere? Il genere è spesso chiamato in causa come determinante i gusti in fatto di vino. In realtà, nel 2012 una ricerca di Vinitaly ha mostrato che i rossi invecchiati sono preferiti sia dagli uomini sia dal gentil sesso, mentre nelle seconde scelte la ben nota divisione di genere “bianco frizzante per una donna, rosso fermo per un uomo” resta confermata.

Quanto è esperto il destinatario? La frequenza di consumo e la conoscenza che la persona ha del vino sono elementi che influenzano le preferenze senz'altro più del genere e si intrecciano con esso: palati poco “allenati” tendono ad apprezzare prodotti più dolci e profumati, mentre i più esperti possono essere sedotti anche da vini tesi e austeri.

A ogni relazione il suo regalo. Il destinatario è un vostro superiore? Un cliente? Vostro zio? La vostra migliore amica? In ciascuno di questi casi il regalo trasmette un diverso messaggio, e di conseguenza anche i criteri di scelta.

 

L’imbarazzo della scelta

Siete davanti a uno scaffale fornitissimo, pronti per l’acquisto del vino giusto per la persona giusta. Se non avete una solida conoscenza del mondo del vino, con ogni probabilità a questo punto vi sentirete disorientati, e non a torto.

Il “vestito”: etichetta, certificazione, provenienza. L’etichetta e la certificazione DOC sono i primi indizi con cui si entra in contatto. Sono solo parzialmente significativi della qualità del contenuto, ma poiché tutti entrano in gioco nel veicolare il vostro messaggio di auguri è importante dedicare loro la giusta attenzione. Ad esempio, un vino che ha lo stesso nome del destinatario sarà vissuto come un regalo molto personale, mentre un vino dall’etichetta classica è indicato in situazioni formali; la provenienza da una zona DOC rinomata trasmette un atteggiamento di riguardo nei confronti del destinatario, il prodotto di una piccola cantina realizzato con un metodo particolare è invece adatto a situazioni più informali.

Il prezzo. Il prezzo della bottiglia è, assieme all’etichetta e agli altri elementi del “vestito”, un'indicazione di massima del tipo di prodotto abbiamo di fronte. Nel valutare il prezzo di un vino, occorre tener presente che a parità di qualità intrinseca, un vino “di marca” avrà prezzi più elevati di uno meno blasonato. Anche la fama del territorio e della DOC contribuiscono al livello medio dei prezzi della singola tipologia. Questo significa che bere bene a prezzi ragionevoli si può, magari andando a cercare le “chicche” di zone meno note o di piccole cantine. Se il prezzo non garantisce la qualità del contenuto della bottiglia, un prezzo troppo basso è un indice pressoché certo di qualità mediocre.
In Emilia Romagna, si può parlare di vini di buona qualità a partire da un prezzo di circa 4-5 Euro, con variazioni a seconda delle tipologie. Per i Lambrusco, già spendendo 8 Euro si possono trovare prodotti di eccellenza. Per un buon Romagna DOC Sangiovese Riserva i prezzi ovviamente sono più elevati e così anche per i vini passiti, a causa dei maggiori costi legati al processo produttivo.

La qualità organolettica. Nonostante l’influenza che quello che sappiamo e quello che vediamo hanno sulla percezione gustativa, nella scelta di un vino non si può certo prescindere dal gusto. Il consiglio, in questo caso, è di approfittare delle occasioni che permettono di assaggiare prima di acquistare.
Nel mese di dicembre, ad esempio, Enoteca Regionale Emilia Romagna organizza due banchi d’assaggio per poter approfondire in libertà i liquori e distillati della regione (l’8 dicembre) e gli spumanti delle feste (il 22 dicembre) e ogni sabato pomeriggio offre la possibilità di assaggiare gratuitamente i prodotti di una diversa cantina con Vignaioli in Enoteca. L’alternativa è affidarsi alle guide o chiedere suggerimenti a una persona di fiducia.

Magnum o bottiglia? Nella scelta del formato, entrano in gioco considerazioni opposte: da un lato il formato magnum, ossia la bottiglia da 1,5 litri, garantisce un migliore affinamento e una migliore conservazione del vino, ma se il vino presenta difetti sarà poi necessario buttar via il doppio del prodotto. Il buon senso in questo caso direbbe che se tornare in negozio a cambiare la bottiglia difettata è possibile, è preferibile puntare sulla magnum, viceversa è meglio scegliere la classica bottiglia da l 0,75.

 

Il pensiero è quello che conta

Ogni regalo può avere tanti diversi significati e questo è ancor più vero per il vino. La stessa bottiglia può significare “bevici su” oppure “ti amo” oppure “dobbiamo brindare, finalmente ci rivediamo” o anche “assaggia e cambierai idea su questa tipologia”, perciò è sempre in agguato il rischio che questo dono sia vissuto come generico e impersonale. La banalità si sconfigge solo con il pensiero, che deve guidare le vostre scelte di acquisto ma deve anche essere comunicato a chi riceverà la bottiglia. Quindi, bando alla pigrizia. Scrivete cosa vi ha convinto a scegliere quello specifico vino per quella specifica persona. Perché un vino non sia un dono ordinario, il biglietto d’auguri è altrettanto se non più importante del prodotto, dell’etichetta e di tutto il resto di cui abbiamo parlato fin qui.

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