Il Pignoletto che piace a Carlo Catani

05 settembre 2013
Il Pignoletto che piace a Carlo Catani

di Carlo Catani

Se partiamo dall’etimo del vitigno, qualcuno potrebbe pensare alla pigna, che a causa del grappolo molto stipato, da il nome al friulano Pignolo, ma per quanto riguarda questo bianco, che molto identifica i bolognesi e i suoi colli, il nome pare derivi da Pino lieto (descritto da Plinio il vecchio) ed è un parente molto stretto del Grechetto.

Questo vitigno, in passato ha avuto difficoltà nell’affermarsi relativamente ad un discorso qualitativo, probabilmente per via di alcune sue espressioni sicuramente pensate per essere facili e semplici da bere e rivolte ad un pubblico non troppo sofisticato.

Oggi questo tipo di offerta è sempre presente, anche se la qualità di questa si è notevolmente innalzata, ed a questa si sono affiancati, principalmente nelle versioni ferme, una serie di prodotti sicuramente rimarchevoli. Inoltre possiamo trovare anche una gamma di offerta che riesce ad accontentare gli appassionati attenti alle tematiche ambientali, in quanto le certificazioni biologiche e le pratiche biodinamiche sono sempre più presenti tra i produttori di questo territorio.

Il territorio di cui parliamo è quello dei Colli Bolognesi che storicamente si posiziona nella zona di Monteveglio (Colli bolognesi classico Pignoletto docg), anche se possiamo trovare interessanti espressioni di questo vitigno sia verso est (si trovano anche i Romagna), che verso ovest nel vicino modenese. A fronte di quanto detto i prodotti che troviamo hanno caratteristiche realmente molto differenti, e le caratteristiche del vitigno, caratterizzato spesso da un finale leggermente amaro, possono essere molto diverse a seconda dell’interpretazione che è stata data dal produttore, oltre che dalle differenti caratteristiche dei terreni di proprietà. Parliamo comunque di un vino fresco, immediato e floreale, affinato in acciaio e quasi mai in legno, mai troppo alcolico, adattissimo come aperitivo o per accompagnare sia gli antipasti sia il pesce, adatto a un invecchiamento in bottiglia di almeno un paio di anni.

Direi anche che mi auguro che questa tipologia possa essere conosciuta anche al di fuori dei confini regionali, dove è sicuramente uno dei bianchi più apprezzati. Oggi troviamo molte interessanti interpretazioni e vi segnaliamo alcuni tra i bicchieri che più ci danno soddisfazioni. Non voglio andare nel dettaglio di descrittori o di dettagli degustativi a volte personali e non sempre facili da riscontrare e condividere, ma quello che vorrei rimarcare è che ognuno di questi produttori ha una bellissima storia alle spalle che sicuramente vale la pena di approfondire, magari anche attraverso una visita alla cantina o un assaggio dei loro vini

Isola Pignoletto superiore Colli Bolognesi DOC Pignoletto Superiore 2012

Cavazza Isolani Pignoletto frizzante Pignoletto Colli Bolognesi DOC Pignoletto Spumante 2012

Maurizio Vallona Permartina Pignoletto Emilia IGT 2007

Botti D'Estro Pignoletto Classico DOCG 2011

Cleto Chiarli Modèn Blanc Pignoletto di Modena Doc Spumante Brut 2012

Vigneto Orsi San Vito Vigna del grotto Pignoletto Classico DOCG 2012

NOTA Questo articolo rappresenta unicamente le opinioni e preferenze dell'autore e non la posizione di Enoteca Regionale Emilia Romagna.

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