Mediterranean wines: quando la qualità dei vini dell'Emilia Romagna sfida i tempi di crisi

12 febbraio 2014
Mediterranean wines: quando la qualità dei vini dell'Emilia Romagna sfida i tempi di crisi

Abbiamo sottoposto a cinque grandi esperti di degustazione alcuni vini emiliano romagnoli per cercare di capire con loro il livello qualitativo raggiunto.

Il nostro scopo è stato quello di verificare se la qualità dei vini sia cresciuta, e se quindi i campioni possano essere presentati a mercati europei esperti, come quello tedesco o inglese, con la possibilità di suscitare interesse e proporsi come novità per gli appassionati.

Il calo dei consumi interni è innegabile, ma crediamo sia frutto di un cambio di abitudini o della crisi, piuttosto che di un calo della qualità, e questo è ciò che vogliamo dimostrare.

Per la degustazione abbiamo scelto tre tipologie che caratterizzano i nostri territori e che si distinguono per la loro qualità. Ecco i risultati:

Sangiovese di Romagna Superiore Il Moro 2008 (Villa Trentola): il Sangiovese è tra le uve italiane più conosciute all’estero, base di molti vini toscani che hanno avuto un successo internazionale. Il Sangiovese degustato coniuga caratteristiche di modernità che hanno molti riscontri, soprattutto al di fuori dei confini nazionali, pur mantenendo un forte legame con il territorio di provenienza e le caratteristiche uniche delle colline di Bertinoro.

Romagna Albana Secco Progetto 1 La Mia Albana 2012 (Leone Conti): l’Albana di Romagna, un vitigno poco conosciuto fuori dalla regione, rappresenta appieno la mediterraneità grazie al suo calore e nel contempo freschezza e personalità. L’Albana è un vino di impatto e di gustosa bevibilità, che può rappresentare una novità per il mercato estero. In questa versione secca ha raggiunto livelli qualitativi interessanti, e soprattutto mostra una personalità che ben contrasta l'omologazione e lo strapotere dei vitigni internazionali a bacca bianca.

Lambrusco di Sorbara del Fondatore 2012 (Chiarli): il Lambrusco di Sorbara è ormai ben conosciuto anche all’estero e la sua qualità è cresciuta notevolmente. Si abbina perfettamente ai piatti tipici di molte regioni europee (a partire dai salumi), inoltre è di facile e gradevole approccio per chi si avvicina al mondo del vino. In passato il Lambrusco era considerato un vino semplice e pertanto non veniva premiato dalle guide; oggi invece trova consensi unanimi, sia per la qualità raggiunta sia per la sua versatilità di abbinamento con il cibo, unita a un favorevolissimo rapporto tra qualità e prezzo.

In sintesi, dai pareri degli esperti si evince chiaramente che il territorio emiliano romagnolo esprime una crescita qualitativa di sicuro valore. Opportunamente comunicato, il vino di questa regione può trovare spazi di crescita nel mercato delle esportazioni così come nel mercato italiano, con un’attenzione particolare per la fascia medio-giovane di consumatori.

Il sito del progetto “South Europe – Mediterranean Wines”: http://www.southeurope-mediterraneanwines.eu/index.php/it/

 

Carlo Catani

 

 

 

Tag cloud