Vino Bio: dall’Emilia-Romagna parte il dialogo

19 aprile 2013
Vino Bio: dall’Emilia-Romagna parte il dialogo

Abbiamo raggiunto l’obiettivo: creare dialogo, nello sfaccettato mondo dei vini “che utilizzano poco la chimica, in una situazione spesso pregna di malintesi.

Vittorio Manganelli, moderatore della tavola rotonda “La nascita del vino biologico: un confronto sulle prospettive ” organizzata da Enoteca Regionale Emilia Romagna il 9 aprile a Vinitaly 2013, con acutezza ha sollecitato gli ospiti ad essere propositivi e ad individuare terreni comuni di promozione e di valorizzazione, evitando proclami e polemiche sulle differenze e sulle presunte purezze intellettuali di ciascun punto di vista.

Siamo partiti dai dati oggettivi di Nomisma. Silvia Zucconi ha posto l’accento sulla crescita dei numeri dei prodotti biologici in generale segnalando che, nonostante sul comparto vini (bio) ci siano ancora pochi dati, sia comunque evidente la tendenza alla crescita. L’intervento di Fabio Giavedoni, curatore di Slow Wine, ci ha dato una evidente spiegazione sulla quale siamo stati tutti d’accordo:  c’è stato un innalzamento della qualità dei vini bio, che oggi non soffrono più di complessi di inferiorità degustativa rispetto ai vini convenzionali. Ciò, ci conferma che  la sola astensione dall’uso della chimica non può essere di per se sintomo di qualità, ma che anzi occorre un più approfondito lavoro sia in vigna che in cantina da parte di produttori ed enologi per ottenere un prodotto alto.

Paolo Carnemolla, presidente di Federbio, ha focalizzato il suo intervento sul regolamento europeo, ricordando che non è un disciplinare ma un sistema di regole generale, che proprio per questo può aiutare i consumatori a fare chiarezza. Si tratta di un quadro di riferimento in cui c’è spazio per diverse declinazioni e posizioni individuali. Vino Libero è un progetto ancora in fase embrionale  (il disciplinare sul sito è ancora provvisorio), nato con l’intento di semplificare la filiera del vino che utilizza poca chimica, ci racconta Alberto Grasso che presiede l’associazione. La realtà del progetto, ci dice, è stata molto travisata, e per questo ha incontrato forti ostilità in parte imputabili alla mancanza di controlli esterni. Questa osservazione non può che farci riflettere sull’importanza della corretta ed efficace comunicazione, anche attraverso incontri e tavole rotonde come quella organizzata da Enoteca Regionale Emilia Romagna. In quest’ottica ha concluso il giro degli interventi il segretario del Fivi (Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti), Saverio Petrilli, che ha ribadito la necessità di spazio di comunicazione sia per chi è biologico, ed è certificato, sia per chi, per motivi di dimensioni, di potere economico o per scelta certificazioni non ne ha ma fornisce prodotti di qualità certa.

Stimolanti e di grande competenza gli interventi del pubblico, formato in buona parte da produttori. Infine Andrea Spada ha guidato una degustazione di vini bio da vitigni emiliano-romagnoli come il famoso, il pagadebit, il lambrusco e il sangiovese, sviluppando nell’assaggio i temi del convegno e mostrando cosa è cambiato in questi anni a livello di qualità.

Il dialogo continua!

[resoconto a cura di Carlo Catani e Marta Geri]

 

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