Le feste nella cucina regionale: tradizioni enogastronomiche dell’Emilia Romagna

Le feste nella cucina regionale: tradizioni enogastronomiche dell’Emilia Romagna

Dall’antipasto al dolce, un viaggio tra i piatti e i vini della tradizione regionale emiliano-romagnola.
 

Le festività natalizie sono l'occasione per riscoprire le ricette più amate della propria tradizione. Anche in Emilia Romagna questo periodo dell'anno porta con sé odori e sapori unici che spesso fanno riaffiorare ricordi d’infanzia.

Le festività sono ottime occasioni per riconfermare il legame con la tradizione gastronomica regionale: nell’atmosfera calda delle luci natalizie vengono serviti i piatti dei menù tipici, spesso preparati con cura dalle rezdore (Emilia), arzdåure (Bologna) o azdore (Romagna), ovvero le donne della famiglia che si incaricano della preparazione dei pasti.

Ma quali sono i piatti tipici natalizi della nostra regione? Scopriamoli insieme!
 

Antipasti

Salumi e formaggi spesso vengono scelti per aprire le danze: culatello di Zibello e prosciutto crudo tipici della provincia parmense, lardo di colonnata romagnolo o mortadella bolognese vengono accompagnati da generose porzioni di piadina romagnola o da deliziosi gnocchi fritti emiliani.

Per quanto riguarda il vino in abbinamento, perfetti con salumi e formaggi sono i rossi, come ad esempio Barbera o Sangiovese. 
 

Primi piatti

Tra i primi più diffusi ci sono indubbiamente i tortellini in brodo, la pasta all’uovo ripiena di carne tipica di Bologna, o i cappelletti romagnoli, con ripieno di formaggio, conditi con ragù o in brodo di gallina.

Ogni angolo della regione ha poi la sua specialità: a Parma e Piacenza il piatto forte sono gli anolini a base di Parmigiano Reggiano, spesso preparati in famiglia la sera della Vigilia. Anche a Reggio Emilia il giorno di Natale arrivano in tavola i cappelletti, ma a differenza di quelli romagnoli contengono carne, oppure si preparano i tortelloni di zucca o di ricotta e spinaci.

Con i primi a base di carne si potrà scegliere di bere rossi corposi come Cabernet Sauvignon o Burson. I sughi bianchi, invece, richiameranno i vini bianchi, come ad esempio Pignoletto o Chardonnay. Le paste ripiene si sposeranno bene, oltre che con un rosso vivace come il Lambrusco, anche con un buon bianco morbido.
 

Secondi

Se la pasta fresca all’uovo ripiena è la protagonista dei primi, i secondi della tradizione emiliano-romagnola sono capitanati dal bollito, un misto di carni servite con vari tipi di salse: salsa verde a base di prezzemolo nella provincia di Reggio Emilia, salsa verde di melanzane, capperi e alici nel ravennate, o l’abbinamento agrodolce con la mostarda. La tradizione contadina modenese serviva invece il bollito con una salsa di barbabietole, cipolle e carote.

Trovano anche un posto d'onore il coniglio reggiano, accompagnato con polenta, e l'anatra in casseruola, insaporita con un misto di odori e vino bianco. Nel modenese trionfa il famoso cotechino con fagioli in umido e purè di patate.

I grandi vini rossi accompagnano queste pietanze: si possono scegliere bottiglie come il Merlot, Lambrusco o Gutturnio, per apprezzare appieno i sapori.
 

Dolci

Nel menù di Natale dell’Emilia Romagna non mancano di certo i classici panettoni o pandori, ma coesistono con le ricette tipiche della tradizione.

Pensiamo ad esempio al pane di Natale modenese, al panone bolognese, al pampepato ferrarese ricoperto di cioccolato o allo zabaglione piacentino. Nella zona di Reggio Emilia si preparano i tortelli di Natale, al forno o fritti, con ripieno di crema pasticcera o marmellata. In Romagna non manca di certo la ciambella con il mascarpone e scaglie di cioccolato.

Anche in questo caso, il vino sarà scelto in base agli ingredienti del dessert: i dolci lievitati come pandoro e panettone si abbinano alla perfezione con una Malvasia spumante dolce, mentre i dolci a base di cioccolato rendono al meglio con un rosso come un Lambrusco. I dolci con crema, infine, vanno a nozze con un vino bianco liquoroso, come un Passito o un’Albana dolce.

 

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